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Caffè Letterario by Rosa Mauro http://caffeletterario.ilbello.com
CITTÀ DI SAN GIOVANNI TEATINO Provincia di Chieti S...solo chi naviga la cultura trova 2° PREMIO NAZIONALE DI LETTERATURA E COMUNICAZIONE – 2010 MENZIONE SPECIALE Comunicare con la solidarietà alla scrittrice ROSA MAURO per il volume "Apenghe il figlio della luna" ed. Rupe Mutevole (Parma - 2008) motivazione Un percorso creativo letterario che ci avvicina alla realtà del continente africano, cui l'autrice è legata da profondo affetto ed autentica solidarietà, collaborando attivamente con l'associazione Onlus MAR, nell'intento di promuovere lo sviluppo della Rep. Dem. Congo, cui destina i proventi delle sue opere. Il Presidente della Giuria vv. Giovanni D'Alessandro La coordinatrice del Premio Prof.ssa Paola Di Biase D'Ilio Il Sindaco Dott. Verino Caldarelli
Sono una scrittrice, e questo è il mio spazio per parlare con te, che leggi o desideri iniziare a leggere le mie storie. Di solito, quando ci si presenta, si comincia con il raccontare di sé, ed io non farò eccezione. Ma, come tutti gli scrittori, io non ho una sola biografia, bensì due: una anagrafica, quotidiana, l’altra che rappresenta il mio cammino come artista. Sulla prima, quella anagrafica, il mio potere è limitato in alcuni punti: non ho scelto di nascere ( bè, almeno, non ricordo di averlo scelto), non ho scelto di vivere determinate esperienze, ed ahimè non potrò scegliere quando morirò. Inoltre, ci sono cose in essa che dipendono dagli altri, da come mi vedono o non mi vedono: c’è chi mi ritiene grassottella, chi francamente non vede differenza tra me e la donna cannone, come le commesse dei negozi alla moda in centro. Per mio figlio sono la mamma, per mio marito sono ( spero) la donna della sua vita, per lo stato sono una disabile invalida civile (soffro di miastenia grave, non ve la descrivo…Trovatevela su google) e cieca civile ( stavolta digitate neurite ottica retrobulbare). Non appena avete finito di documentarvi, risedetevi qui che vi parlo della mia seconda vita. Quando è apparsa all’orizzonte? Aspettate a rispondere quando ho iniziato a scrivere. Non è lì che comincia il tutto. Andando indietro con la mente, credo il tutto sia iniziato con una striscia di gialla luce dorata, che si estendeva anche ai miei piedini scalzi. Una morbida distesa dorata, che mi faceva il pizzicorino. Invitava le palme dei piedi a provarla, prometteva di non farmi male nel caso in cui fossi caduta. E, alla fine di essa, lontanissimo ma così bella da meritare qualunque sacrificio, una lunga striscia azzurra e bianca, che parlava con tanti riccioli bianchi… Io non avevo mai visto dei colori parlare, e pensai subito che , per farmi ascoltare, io che avevo una voce molto più debole, dovevo avvicinarmi… Pronti? Via! Fu così che io ed il mare ci incontrammo per la prima volta, avevo nove mesi di vita. Io e il mare ci dividemmo un pezzetto di cuore, un ritaglio della mia anima si fuse con quella immagine azzurro-bianca. Eravamo una bambina e il mare, e un secondo dopo , io ero una bambina-mare , lui un mare-bambina. Il mio battesimo nel mondo della poesia… Bè, ti lascio per ora, soprattutto perché mi piacerebbe che tu , a questo punto, facessi una cosa. Chiudi gli occhi, torna indietro con il pensiero, alla prima volta in cui anche tu sei stato libero nel mondo della poesia. Ci sei riuscito? Non ci sei riuscito? Raccontamelo sulla mail rosmauro@libero.it ,perché la scrittura, la storia è un gioco a due. IO, fin dall’inizio, ti voglio con me. Lettera da una lettrice alla nostra scrittrice ROSA MAURO per l'ultimo suo volume "UN CANTO PER GIOVANNI" Ho letto con molto interesse, ma preferisco dire con molta empatia, "Un Canto per Giovanni". È stata una lettura partecipata ed intensa, carica di molte emozioni. L'argomento relativo alle diadi madre-bambino, in momenti di dolore, come certamente sai, ormai molto invalso, starei per dire inflazionato, ma qui siamo in presenza di ben altro. Il tuo è un libro di vita, una vita che ha voci, suoni ed anche odori; è una vita in una zona grigia, -l'intensiva-, ma che viene sempre più concretizzandosi e prendendo forma con il procedere del racconto. Questi non sono soltanto ricordi, sono, come giustamente hai intitolato, canti: è proprio un canto sulle cui note si snoda tutta la narrazione. È evidente la tua partecipazione, ma la tua è qui una presenza discreta che si -fa da parte-, lasciando il posto alle voci, ai personaggi, ai suoni di quel mondo. E in quel mondo, noi impariamo ad amare, da subito, Giovanni, per la cui vita, io stessa, pur sapendo che era una storia felicemente finita, sono stata in pena; nella tua narrazione, impariamo prima ad amarlo, poi a conoscerlo, perchè, soprattutto, fin da subito, -cominciamo a sperare per lui-. È anche molto interessante e ben costruito, il percorrere il tempo: parli di un Giovanni appena nato, che lotta per sopravvivere, o meglio per vivere, ad un Giovanni già grande che leggerà. Parli dunque a quel Giovanni in cui, in quel momento, forse quasi tu sola credevi, e che poi ti ha ricompensata vivendo. Molto mi è piaciuto nel tuo libro, ma soprattutto la sobrietà delle parole, la discrezione della tua figura di narratrice: discreta anche quando eri protagonista nel rapporto con i medici e con tutta la realtà dell'ospedale; discreta anche quando accennavi al tuo dolore fisico e alle tue paure. Non hai mai tolto né a tuo figlio, nè ai suoi piccoli compagni,quelli che ce l'hanno fatta e quelli che hanno ceduto, il ruolo che meritavano: i veri protagonisti erano loro, erano le vite per cui lottavano. Credo che, pur se lo hai scritto con desiderio, questo libro ti sia costato molto, e il prezzo del sottoporti ad un'indagine di te, e di un mondo così doloroso, credo sia stato altissimo, da ciò il conforto del titolo scelto: canto per Giovanni; un titolo veramente calzante , incisivo e, nello stesso tempo, bene augurante. Un saluto e, a questo punto, un saluto anche a Giovanni. Viola
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