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In quella magica estate, quel libro era una porta per un’altra parte dell’umano e lei era avida di conoscere tutto l’umano. Aveva preso come motto le parole di Terenzio (Homo sum! Humani nihil mihi alienum puto”) interpretandole in questo modo: “niente di ciò che è umano considero a me estraneo”. L’ antico mondo greco le si schiuse nella sua dolce bellezza privo degli strepiti delle battaglie e del boato enfatico degli encomi agli eroi.
Quel mondo non le appariva troppo diverso dal suo; anzi le sembrava il suo mondo travestito, adornato con abiti e monili leggiadri ed eleganti. Così il biancore luminoso delle rocce divenne specchio dei candidi templi adagiati sulle colline erbose di fronte al mare Ionio, o all’Egeo. Lì, alle guglie scabre, avrebbe potuto appendere gli oggetti a lei cari, ossia la sua penna, i suoi scritti, i suoi libri,come al tempio di Atena.
Ah, lui non sapeva chi lei fosse e lei non desiderava altro che svelargli il gran segreto.

Quel suo frequentare le lapidi e la parola scritta era veramente uno specchiarsi nelle vite altrui, come molti interpretavano, concludendo con una definitiva diagnosi-accusa di narcisismo, o non piuttosto una ricerca incessante del senso della vita, dell’immortalità e, soprattutto, ricerca della vita stessa, dell’esperienza, degli stimoli di cui la sua vita personale era, a suo giudizio, avara? Vivere anche di riflesso, assorbire le esperienze altrui senza togliere loro nulla, era un modo di essere medium, di riportare in vita morte persone e morti sentimenti; far sì che la loro esistenza si mostrasse utile e non vana. Per questo anche lei avrebbe affidato alle onde della posterità i suoi scritti, le sue parole incise, sì che qualcun altro potesse, un giorno, rievocarla dall’Ade e proclamare che anche lei, moderna Nòsside, “fu cara alle Muse”…

Straniero,
se a Mitilene dalle belle danze veleggi,
per inebriarti al fiore leggiadro di Saffo,
dì che anch’io fui cara alle Muse
e la terra di Locri mi generò.
Nòsside è il mio nome: va’.

I POETI DEL FLAUTO E DELLA LIRA

Donatella Basili

    Nell’estate dell’esame di maturità una ragazza attende, nella località di montagna dove trascorre la villeggiatura, la visita del ragazzo di cui è invaghita. La lettura di un’antologia di epigrammisti e lirici Greci la coinvolge a tal punto ch’ella s’immerge in quel mondo, evocandone i personaggi e il loro sentire, proiettando su di essi il proprio vissuto fino a creare un alter-ego fantastico che interagisce con essi. L’alternanza tra mondo reale e mondo fantastico è resa formalmente dall’impiego di due differenti caratteri tipografici e dall’uso del passato remoto per narrare il reale e del tempo presente per narrare il fantastico. La scelta sta a sottolineare l’eterno presente della mente, che non conosce tempo.
Un viaggio emotivo e sentimentale nei meandri dell’anima, che si esprime come un canto di passaggio: la celebrazione dello stato di transizione tra l’adolescenza e la maturità, inteso come stato indefinito in cui sono presenti contemporaneamente il vecchio e il nuovo e perciò stato magico di pienezza, anche se turbato da paure ed incertezze. L’androginia e il gioco di travestirsi/svelarsi, nascondersi/manifestarsi del personaggio di Ariadne simboleggiano questo aspetto. In ultima analisi, un innalzamento del livello di coscienza della ragazza, che comprende di essere ancora saldamente legata alla figura materna identificata in modo non convenzionale nella dea Atena e contemporaneamente scopre di avere una vocazione artistica.
Il libro dimostra chiaramente la potenza della poesia e la sua funzione stimolatrice della crescita interiore. La poesia non è soltanto decorativa, non è mero esercizio estetico: è soprattutto uno strumento di sviluppo dell’individuo.

 

Euro 10,00    pagg. 96

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Donatella Basili, laureata in matematica, poetessa e scrittrice, ha una formazione classica e scientifica. S’interessa di ricerca spirituale e psicoanalisi. Ha collaborato con racconti e saggi letterari alla rivista Resine. Con Rupe Mutevole ha pubblicato Ombre (2005) e Emily, Antonia, Sylvia: Sacerdotesse del quotidiano (2005).

 

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 24-04-12