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MARISTELLA ANGELI

IL MONDO SOTTOSOPRA
Collana - Poesia
Isbn 978-88-6591-028-3    pagg. 106    Euro 10,00

Recensione a cura di Roberta Bagnoli (scrittrice)

Cosa spinge un poeta a scrivere? Quale la molla, segreta e istintiva che mette a nudo la sua anima? Quale la ragione essenziale e legittima che fa vedere, nel caso della nostra Autrice, il “Mondo sottosopra”? Alle prime due domande non è facile rispondere, si rischia di cadere nel banale, si rischia di dare delle risposte approssimative e superficiali che non sveleranno mai quel che di magico c’è nel cuore di un poeta: “l’anima poetica”, appunto, la “poesia” che non è mai uguale per nessuno: ognuno ha il suo stile, il suo personale metro percettivo, il suo occhio lungimirante e quando è “vero” si sposa all’universale, dando alla voce del singolo autore una sicura assonanza, un’assonanza che diventa un canto naturale, udibile e comprensibile a tutti. Questo preambolo è necessario per parlare, in modo appropriato e meritevole, dell’Angeli e per arrivare a sviscerare il senso della terza domanda, palese e dichiarato dalla stessa Maristella nel suo libro: “Il mondo sottosopra, titolo che indica il desiderio di poter sconvolgere, invertire i canoni, il tempo, il passato e il presente, ciò che è razionale in contrapposizione con l’irrazionale: il non tempo, lo spazio infinito, il sogno, l’immaginario, la fantasia.” Come potete comprendere è un “desiderio personale” per molti discutibile e d’acchito, persino impossibile. Ma per il Poeta l’impossibile diventa possibile, e la nostra Autrice ha questo grande dono: sa andare oltre, sa guardare in faccia il dolore, lo vive e lo sperimenta come una calamità insopportabile, ma attraverso la propria fantasia, il proprio ripiegamento interiore, la propria forza emotiva e poetica riesce ad accettarlo, riesce a metabolizzarlo in versi d’autentico e profondo lirismo. Perdere un genitore, specie la madre, non poter godere più della sua costante presenza, non averla più come corpo fisico ed amorevole getta il cuore nel lutto della perdita, fa sentire la carezza della morte, quell’oscura presenza che sconvolge tutti e pure il Poeta non ne è immune. Anzi più di altri la sente, la scrive e ne porta dentro il freddo respiro. La vita ha in sé la morte, questa è la cruda ed equa realtà per tutti, ma quando si giunge a “vederla”… i discorsi, le frasi fatte, le semplici parole servono a ben poco. Si rimane soli, schiacciati dal peso, come sola e indifesa si è sentita l’Angeli, al punto di voler “stravolgere” il tempo, di voler annullare quella realtà dura ed ingrata. E l’Autrice, ben sapendo che indietro non si può tornare e che ci è concesso solo andare avanti, si affida con forza e coraggio alla sua amata creatura: la Poesia, il suo grande cuore pulsante, la sua arma magica che la porta dopo un lungo travaglio ad anestetizzare quel “forte e sordo dolore” fino a lasciare il posto ad una “quieta e umana” accettazione per la perdita subita. Maristella attraverso poesie “luminose e sofferte”, con stile asciutto ed incisivo, ci fa toccare con mano il suo dolore, ci offre una risposta dolce e consolatoria, ci fa intravedere la presenza di un dopo, ci conduce verso una porta invisibile che si apre e dona nel silenzio taumaturgico un orizzonte di luce, una carezza di pace. Io l’ho sentita scendere in me, velata, impalpabile come un sonno di quiete, non un oblio fuori coscienza, ma un tocco impalpabile, accompagnato da un sereno risveglio, di chi ha visto e saggiato il dolore, di chi ha in sé il respiro della vita, di chi ha la certezza che l’amore vince su tutto, anche sulla morte e che tutto ha una sua “funzione ed uno scopo ben preciso”. Noi umani, imperfetti e limitati, vediamo solo la superficie, una minuscola parte, il tutto ci sfugge, ma il Tutto esiste e Maristella ne ha la percezione, lo sente nel suo cuore, accentuato dalla sua sensibilità e dilatato dall’evento tragico che l’ha colpita. L’autrice segue il suo forte bisogno interiore, lo asseconda, lo esaudisce per riemergere alla vita e cerca con la sua naturale semplicità, con il suo candore manifesto che la contraddistingue di “raccontarcelo”, di condividerlo con noi, nel modo più consono alla sua anima: Poesia struggente che dipinge con pennellate vive, con rintocchi d’anima ferita, con impressioni vivide che portano ad una riflessione, ad un’intima lacerazione, a sentire come il dolore, se accettato e “vissuto nel tempo” possa conciliarci con la vita, possa anche farci “ribaltare”, esorcizzare quel “Mondo sottosopra” che tanto ci ha angosciato. Questo è l’intimo e chiaro messaggio che ho sentito, che ho intuito tra le righe del suo “libro cuore”: i versi coincidono perfettamente con le pieghe della sua anima trafitta e poi rinata, diventando note di canto struggente e poi di tenera luce soffusa. Concludo il mio discorso riportando due poesie, tutte non posso e me ne rammarico, e ringrazio con affetto la cara Maristella per la fiducia che mi ha concesso e l’emozione grande che ho provato nel leggerla e invito voi , cari amici a leggere “Il mondo sottosopra” per “sentire” con il cuore quello che ho “sentito” io. Grazie, sempre per la vostra gentile attenzione.

 

Roberta Bagnoli

 

 

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Ultimo aggiornamento: 24-04-12