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a cura di CHELSEA EDITIONS - New York

http://www.chelseaeditionsbooks.org

ALCUNI BRANI INSERITI NELL'ANTOLOGIA "MINDSKIN" SONO STATI TRADOTTI DALL'EDIZIONE ITALIANA

di VENERE MINIMA, Rupe Mutevole, 2010

ANTONELLA ZAGAROLI

 

MINDSKIN

A selection of Poems 1985-2010

 

Translation and Introduction

Anamaria Crowe Serrano

 

Isbn 978-0-9823849-7-8

Chelsea Editions Books

Recensione  sezione Cultura  "Abitare a Roma"  .....    http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&id_articolo=14804

 

Dieci anni di scrittura, ricerche riflessioni semplicemente per la storia di una donna qualunque nel quotidiano, nella fantasia, all’interno di sogni ad occhi chiusi, aperti, spalancati, socchiusi.
Una storia tutta al femminile e che parla al femminile delle donne e degli uomini.
Una storia vissuta, immaginata, mascherata, dominante, dominata, raccontata in un tempospazio irrealistico e concreto (Italia? 1950?).
Attraverso molteplici registri linguistici la narrazione delle tappe verso un più frequente e frequentato equilibrio tra principi ed elementi maschili e femminili.
La trasformazione, il percorso di un’animacorpo individuata, frammento e visione d’insieme dell’animacorpo collettiva e indifferenziabile che cerca di riconoscere e vivere l’androginia o meglio la gilania psicologica fino a raggiungere l’ideale terra in cui sia possibile vivere tale antichissimo, ritrovato stato.


A.Z.

Isbn 978-88-96418-03-1

E 1 14,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Primo premio sezione Libro edito di Poesia, Venere Minima

Premio Il Convivio Giardini Naxos - 24 ottobre 2010

Motivazione
La poesia di Antonella Zagaroli scandisce con eloquenza i tempi e

i vari passaggi tra una tematica e l'altra,

raggiungendo un grado di maturià poetica notevole.

Poesia vera, chiara, sincera, sempre aperta ai ricordi fra presente e passato nei soffi dell'infinito.

Poesia che viene trasmessa al lettore anche nei momenti di silenzio.

 

Antonella Zagaroli  - Venere Minima  

recensione di Plinio Perilli

 

pubblicata dalla rivista Gradiva

rivista bilingue dell'Università di Stony Brook.
 

 

Antonella Zagaroli, Venere minima, Bedonia (Parma), Rupe Mutevole Edizioni, 2009, pp. 186, Euro 14,00.

Libro davvero ardito, ossessivo e risolto, paludato e ignudo, commosso e artificioso (quante aggettivali coppie ossimoriche ci viene ora da evocare!), questo con cui, dopo un silenzio di qualche anno, Antonella Zagaroli torna nell’agone scritturale e nella giostra cartacea, subito confessandosi stanca, forse perfino infastidita dall’usata poesia: “So che voglio scrivere una poesia non poesia. Perché? / Semplicemente per la tensione ingombrante che non mi fa nemmeno camminare. / Mi sento immensa. Una colite senza motivo che nessuno vede”…

   Comincia così un coraggioso e munifico viaggio a ritroso ma soprattutto addentro al più riposto senso dei miti, degli archetipi ahinoi consueti, del gioco amaro dell’Io – e poi dei rapporti tra sessi, delle schermaglie amorose, del sogno eterno, svilente o nobile, di un grande amore che ci conduca all’Amore, al maiuscolo che in nuce anche noi serbiamo, proteggiamo o fecondiamo, essendone fecondati… La trovata (addirittura psicoterapica, per non dire sinestetica, dunque controestetizzante!) dell’approccio ermafrodita… intride e muove tutto il libro: che è poema in prosa e diario ininterrotto, referto psicoterapico (estroso Codice dell’Anima di marcata ascendenza hillmaniana – cioè in qualche modo ancora junghiana) e bozza in fieri o spunto teatrale, inchiesta di costume e digressione (sentenza?) finanche spirituale… “Sotto la luce verde Ermafrodito legge ad alta voce: / - La mia vita è un ritorno in fuga. / Ricerco con orgoglio d’esule / il racconto che mi manifesti”… Una trama, un mix, si direbbe oggi, di fascinose implicazioni e bizzarro snodo espressivo, prima ancora che cognitivo. E non a caso il testo, via via che procede, incombe o fluisce, come un Battello Ebbro o meglio una piena onirica a occhi aperti, raccoglie di tutto: detriti esistenziali e ossa abbruciate d’un amore inesausto, sperma in passione e ovuli ma fecondati, filosofemi semantici e anamnesi epocale – proprio nella tradizione della grande e più moderna poesia anglosassone che infatti è ben evocata (dalla Plath ad Anne Sexton, per intenderci, passando per il bianco spirito o fantasma della immensa Dickinson)… E alla fin fine è proprio la vis registica, l’ipotetico eppur tracciato treatment cinematografica a emergere in noi – come un bellissimo film intimista, anzi film e referto dell’intimo, una Maya desnuda tutta ancora da girare, da osare: “Il film sul ritorno della donna / nelle acque che perse / già prima di nascere”… Perché anche questa Venere minima, coi suoi retaggi d’ombra o guizzi abbacinanti da farfalla dell’invisibile, comprende ed esalta in fondo tutte le (vere) donne. (p.p.)    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUADERNETTO DALIT

 

DALIT NOTEBOOK  Thoughts and Poems

AN EXPERIENCE IN INDIA  

 Antonella Zagaroli

 

   

Dedicated to all women and men
who live invisibly
and in silence

ANTONELLA ZAGAROLI

QUADERNETTO DALIT

Euro 12,00

 

L’incontro con le pagine del

“Quadernetto Dalìt” ci apre la possibilità di comprendere il mondo dell’altra parte del Mondo. Il popolo dei Dalìt: sofferenza e dignità. Un mondo che non dobbiamo dimenticare nel nostro vivere quotidiano, mentre ci affanniamo in false libertà.

Questo è il cammino dell’autrice

fra storia, poesie e notazioni di viaggio.

Un’importante riflessione

che ci aiuta a guardare il mondo

con rinnovata consapevolezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

Un profumo particolare mi prende la mente quando leggo un testo che mi racconta un viaggio difficile e faticoso afferrandomi l’attenzione: è un’essenza di muschio misto a sole caldo.
Questa l’emozione che subito dopo i primi versi mi aveva colto. Le pagine di Venere Minima mi stavano parlando.
Poi la lettura tutta.
La strada ridefiniva i suoi dettagli, prendeva per i sentieri meno battuti, fremeva per arrivare oltre la prossima curva, camminava a piedi nudi fra l’erba di rugiada. Parole calibrate e attente nel racconto di ogni frammento, mentre la scalata alla vita rendeva la giusta comprensione per ogni pietra, ogni tornante, respirando libera apertura alle sfumature.
Nelle emozioni trovava significati per aprire un varco al vero, al fattore minimo, al tutto che è contenuto in un sottile e flebile filamento della luce che si dona per un momento, per qualche secondo, ma cambierà la percezione di ogni cosa rendendola davvero come è e sarà all’infinito, per sempre.
I segni del cammino, come filastrocche ricordate e cadenzate nel passo ormai sicuro, rinascono ogni volta nel colore dell’aquilegia, nel profumo dell’acacia, donando il ricordo, tangibile, del passaggio.

                                                 Maria Cristina Del Torchio

Tratto dalla nota dell'editore a

VENERE MINIMA di Antonella Zagaroli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANTONELLA ZAGAROLI

COME FILIGRANA SCOMPOSTA Storia d'un amore argentino  Euro 3,00

Testo teatrale - Atto unico

"Pacificata, vedo l'azzurro chiaro dietro il filo della mia mano e mi lascio andare. Tutto il resto gira. Mi sento mossa con delicatezza, fatta risuonare come corda di violino, mi accorgo che anch'io giro. Tirata dal cielo, tenuta in vita dalla grassezza della terra, rimossa e rigettata dal vento, marcita e rifiorita in un terreno sconosciuto... così mi riconosco."

 

 

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Ultimo aggiornamento: 24-04-12